Ritornare alla vita quotidiana dopo le vacanze è di per sé motivo di stress.

Rientrare in ufficio incide in modo sostanziale su tante piccole azioni quotidiane come il vestirci, l’alimentazione, il riposo, l’attività fisica e così via.

Si cambiano i ritmi e gli orari, le abitudini, la libertà di decidere cosa fare e il tempo che possiamo dedicare a noi stessi.

Soprattutto, il cambiamento forzato e l’adeguamento a regimi dettati dall’esterno impatta sul nostro star bene, sulla sensazione di fatica, energia, riposo, allegria.

Il motivetto sanremese diceva “Una vita in vacanza”, ve lo ricordate?.. sarebbe bello forse, ma certamente non attuabile per la maggior parte di noi.

Ecco allora che diventa importante imparare a gestire al meglio le emozioni i pensieri e gli stati d’animo che hanno un impatto significativo sulle prestazioni quotidiane, sul livello di energia, sui risultati e sul nostro umore.

Lo stress è inevitabile, ammalarsi per lo stress però si può evitare.

Ecco 5 consigli legate alle tecniche di  Coaching per vivere al meglio il rientro in ufficio

DIRE NO NON È VOLGARE NE’ SCORTESE 

Dobbiamo considerare la possibilità di dover dire no, al collega che ci chiede costantemente un aiuto, al nostro capo che vorrebbe che stessimo tutti i giorni fino alle sette in ufficio, ai nostri collaboratori che ogni dieci minuti bussano alla porta con una domanda. Dire no a volte crea uno stato di malessere perché temiamo la reazione emotiva dell’altro.

Imparare a dire NO quando è necessario e a gestire le proprie emozioni, abbatte i sensi di colpa e aumenta in modo esponenziale il senso di benessere, condivisione e serenità.

PRENDI COSCIENZA DI TE

Quante volte hai pensato “No, io non sono capace, non farò mai in tempo!?”

E mentre lo dici ti stai concentrando non sulle vie più efficaci, veloci e a maggior resa ma piuttosto su tutte le tue competenze che pensi essere non adeguate, su tutti gli elementi, compresi quelli ipotetici che potrebbero ostacolare il raggiungimento di un obiettivo.

Prima di affrontare un compito fai un’analisi oggettiva di ciò che sei e che sai fare, pensando a quante volte in passato ti sei trovato in situazioni analoghe che hai affrontato e risolto con successo. Non sarà diverso questa volta, devi solo ripensare a ciò che ha funzionato e a cosa e come hai fatto.

INDIVIDUA LE PRIORITA’

Tanti Task, tanti fronti aperti, tante aspettative (nostre e degli altri) fanno sì che il carico di lavoro sembri a volte eccessivo, tanto da toglierci il fiato e farci sentire sopraffatti.

Il modo migliore per non perdere di vista il traguardo finale, non dimenticare attività importanti, non compromettere gli obiettivi è individuare ed ordinare tutto in funzione delle priorità.

Pochi minuti dedicati all’analisi dei compiti e a categorizzarli prima di agire, ci consentirà di fare ordine e comprendere ciò che è davvero prioritario da ciò che erroneamente sembrava tale.

METTITI NEI PANNI DELL’ALTRO

Molti conflitti nascono dal fatto che si interpretano le situazioni (parole, comportamenti, mail…) in funzione delle nostre mappe mentali.

Entrare nel percepire, vivere e sentire dell’altro richiede una grande capacità di ascolto e un atteggiamento non giudicante, libero da preconcetti e gabbie che impediscono di leggere l’effettivo significato delle singole situazioni.

Riuscire a farlo migliorerà enormemente la qualità delle relazioni, diminuirà il tempo richiesto dalla necessità di chiarimenti e scuse, soprattutto ci lascerà molta più energia e tempo da spendere per fare ancor meglio e con maggior soddisfazione.

GODITI IL VIAGGIO

Ci sono momenti e prestazioni che ci chiedono molta concentrazione, fatica, impegno. E ci si ritrova automaticamente a pensare: “Perbacco, ma quando finisce questa presentazione? Il tempo non passa più ed io vorrei essere già da un altra parte”.

Ma se invece di concentrarci sull’orologio contando i minuti che mancano cominciassimo a goderci ogni momento?

Il piacere dell’esposizione ben fatta, la platea coinvolta, la nostra soddisfazione…

Il risultato sarà che la nostra attenzione andrà tutta su elementi di gratificazione, il nostro respiro si aprirà liberando ansie e tensioni, il tempo passerà veloce perché riempito di elementi di benessere.

Impariamo a goderci il viaggio, a godere di ogni singola tappa che costituisce un percorso, invece di concentraci su quanto avremmo potuto far meglio e di più e su quanto ancora ci attende.

Star bene è fondamentale, stare bene significa vivere uno stato di benessere non come condizione eccezionale ma come una normalità.

La condizione di benessere a cui dobbiamo tendere e a cui si può giungere – senza particolari sforzi e condizioni – per poi continuare a mantenerla, deve essere uno stato di vita naturale, normale, quotidiano. Non un’eccezione.

Basta poco: l’importante, ciò che fa la differenza è volerlo.

Davvero.

Laura Colombo | Business Coach