Introdurre la cultura del Coaching in azienda è come inserire l’insegnamento della filosofia nella corso di economia, significa insegnare alle “persone del fare”, ovvero ai Manager e agli imprenditori – l’arte dell’ “ipotizzare per realizzare”.

Imprenditori e Manager soprattutto sono abituati a pensare per obiettivi e paradigmi già percorsi, questo limita la capacità di creare innovazione e sviluppo perché crea delle gabbie in cui la mente viene costretta e limitata nella sua espressione.

Del resto, tra le competenze che Industry 4.0 ha identificato come strategiche vengono indicate capacità e competenze prima  definite invece come trasversali (e in qualche modo considerate come marginali sino a pochi anni fa).

Pensiero Trasversale, Intelligenza Emotiva e Creatività sono mindset, approcci e cultura. Un modo in cui la persona vive la sua presenza in azienda e all’esterno, traducendo in modalità di pensiero ed azione la cultura aziendale e la value proposition,  mettendo così in risalto unicità ed eccellenze.

Tale approccio può essere facilmente stimolato e sviluppato mediante le tecniche di coaching che agiscono sulla capacità di cambiamento e resilienza delle persone, sostenendone benessere, motivazione e quindi performance.

 

Vediamo come si traduce nel concreto e come si può introdurre nella pratica professionale quotidiana

 

 

1- Ascolto 360

Una cultura direttrice urla dal palco in modo prepotente e indica l’azione. La cultura del coaching invece si basa sull’importanza dell’imparare impara a porre le domande giuste e a praticare abilità di ascolto avanzate per coinvolgere i dipendenti.  La condivisione partecipata aumenta con le opportunità di feedback, di reale ascolto e con la visualizzazione di una prospettiva del lavoro a 360 gradi.

 

2- Dal Me al Noi

La cultura dominante è una cultura del “me”, della via personale verso il successo. Una cultura di coaching è una cultura del “noi”. Insieme si realizzano grandi cose, la comunità che agisce unita dall’obiettivo e dalla cultura è un “coro” che alza le voci verso l’alto e riempie l’aria di note potenti e differenziate. Una singola voce è “io”, mentre tutte le voci costruiscono il “noi”. Dall’alto verso il basso, è fondamentale evidenziare l’importanza del feedback, ascoltare e integrare il feedback formale dei dipendenti e le conversazioni informali (per modo, tempo, situazione). Ciò aggiunge senso e rafforza il messaggio, legando segnali espliciti alle azioni e unendo le azioni alla missione.

 

3 – Valorizzare i singoli ed appoggiarsi alla squadra

Una cultura di comando indica ai membri del team le attività da completare e le istruzioni sul come agire (obiettivi e modi). Una cultura di coaching pone la missione come focus primario e coinvolge i team per affrontare in modo creativo la mission mettendo in campo i loro talenti unici.

 

4 – Tira e non spingere

Una cultura di comando e controllo considera il leader fonte di esperienza e sapere. Il leader “spinge” le direttive lungo la catena del processo di comando. Una cultura del coaching si basa sulla convinzione che molte delle risposte siano già presenti nelle persone e che il ruolo del leader venga ulteriormente potenziato dal saper far emergere le idee meramente agendo con l’ascolto e le domande.

 

5 – Libera il potenziale

Una cultura del coaching sblocca il potenziale delle persone e lo sviluppo. È una partnership e richiede la condivisione degli obiettivi e la partecipazione attiva di entrambe le parti. Il Caoch è il canale funzionale a realizzare la versione in 3D di noi stessi, consentendo l’emersione prima e l’espressione poi di talenti e capacità inattese.

 

IL WORKSHOP

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