Smartworking | boom di mal di schiena, e non solo

da | Set 29, 2020 | Blog

Ahhh, mi devo alzare che non ne posso più!

Quante volte l’avete pensato o detto ad alta voce?

In questi giorni circola un post che parla proprio di questo.

Lo smartworking ha messo a dura prova schiena, spalle e collo, anche di chi normalmente non ha problemi di questo tipo.

Il motivo è semplice. Lavorare da casa in posizioni e postazioni non adatte come ad esempio il divano, il letto o seduti su sedie o troppo basse o troppo alte, ci ha portato ad assumere posture scorrette e quindi ad avere contratture ed indolenzimenti.

Per fortuna, questo non è certo un problema insormontabile come quelli che ci troviamo ad affrontare in #CovidTime

Per stare bene, meglio, basta muoversi, e farlo costantemente

L’attività fisica, vissuta come un’abitudine quotidiana o quasi, è fondamentale per il benessere fisico e psicologico. E lo era anche in tempi preCovid.

 

Io ho iniziato 4 anni fa, una vera svolta, e la mia vita è cambiata.

Fino a 40 anni ero “decisamente” sportiva: giocavo 3 volte la settimana a tennis e andavo a cavallo, regolarmente.

Poi dieci anni di totale stop a causa di una brutta epicondilite refrattaria a troppi tentativi di cura andati a vuoto.

 

Un giorno, un amico con un trascorso simile al mio ha avuto la pazienza di “costringermi” a muovermi

Siamo partiti con piccoli esercizi che poi pian piano si sono trasformati in brevi camminate per divenire poi marce vere e proprie.

In pratica, camminare è diventato per me da una cosa “di una noia mortale” a un’abitudine di vita e di benessere, quella del movimento dolce, che mi sento di consigliare a tutti. Quando non posso farlo mi manca, mi manca il benessere che mi dà.

Personalmente i vantaggi sono evidenti sotto più punti di vista: sto molto meglio, sono più serena e il mio fisico è più tonico.

Mi piaccio anche di più. Detto niente!

 

Cosa fare regolarmente

Cosa faccio regolarmente? Niente di fenomenale o impegnativo.

Tre sessioni di camminata la settimana, dai 6 ai 15 km, e ogni giorno cerco di muovermi quanto più posso, lasciando l’auto un po’ più lontano del necessario, uscendo a fare la spesa a piedi, usando il tempo della pausa per muovermi e scoprire angoli mai nemmeno immaginati in luoghi dove passo tutti i giorni ma che, distratta da mille cose e dallo smartphone, neanche scorgo.

L’esperienza ha avuto il suo momento catartico quando ho deciso di fare la Stramilano

L’idea è sempre stata del mio amico, quello che ha innescato la miccia del cambiamento (lo ringrazio sempre, e un po’ lo prende anche in giro perché, come dice lui, non mi sta più dietro. Anzi, ormai sta proprio dietro!).

Ha iscritto me e sua figlia: lei correva, io… meno.

Ho fatto quei 10 Km da sola, come se fosse la scalata dell’Everest (non vi sto a dire il tempo perché non era quello il punto, e onestamente non me lo ricordo).

 

Mi fermavo e fotografavo angoli di Milano che percorrevo sempre in auto, ma in auto non senti il profumo delle margherite e del tarassaco e nemmeno vedi le acque del Naviglio.

Quando sono arrivata, che emozione, e poi la medaglia!

Ho fatto un post su LinkedIn sul “mai dire mai”, mai dire “è troppo tardi, “non sono più in grado”.

No, non si deve, non ce lo si deve permettere.

 

Solo DOPO averci provato, si può affermare: non ce l’ho fatta

Ma provarci, sempre, a fare qualcosa che ci porta oltre quelli che crediamo essere i nostri limiti: è un dovere, un qualcosa che non possiamo negarci se davvero abbiamo rispetto di noi stessi.

Ho pensato che fosse una cosa positiva non solo per me, ma per tutte le persone che con me condividono il luogo di lavoro.

Per estendere queste piccole ma importanti abitudini a tutti e renderle fruibili al massimo in ufficio, abbiamo predisposto diverse postazioni di lavoro a più altezze e con caratteristiche differenti (giardino esterno, panca, palla, scrivania, bancone …) ci si sposta dove si vuole, la rete arriva ovunque: basta stare comodi e lavorare con piacere, serenità ed efficienza.

E poi stiamo cercando di introdurre in pausa lo yoga (non è banale viste le condizioni imposte dal COVID per gli spazi, ma prima o poi ce la faremo). Abbiamo contattato un maestro con cui stiamo studiando la situazione per creare dei momenti di relax, rigenerazione e benessere comune.

 

Nel frattempo, creiamo pause di benessere

Frutta e acqua fresca, tisane, oli aromatici per rendere ancora più accoglienti, fiori e piante nei corridoi e sulle scrivanie.

Basta poco per cambiare le abitudini e trasformarle in meglio, ma serve una cosa, che non è in vendita ed è molto soggettiva, ed è davvero indispensabile: la volontà.

Vale per le aziende, vale per le persone.

Laura Colombo

CEO ETAss

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