Essere un buon Capo impone di ricoprire ruoli molto diversi tra loro: mediatore, controllore, direttore..

Gli esperti sostengono che uno di questi è particolarmente importante per essere un manager di successo: quello del Coach.

Nell’epoca di Industry 4.0 il concetto di produttività è connesso a “saper apprendere tutto” e non più a “conoscere tutto”

I manager che sanno far emergere la motivazione sfruttano le attitudini naturali e il talento innato per aggiungere valore alle persone ed ottenere risultati a volte impensabili.

In altre parole, i Capi di successo sono quelli che sanno agire come se fossero i Coach dei loro Team.

Ma come può un Manager acquisire una mentalità tipica dell’allenatore?

Ecco alcuni esempi.

 

LA POTENZA DELL’ ASCOLTO

Spesso i manager ricevono una promozione perché ottengono risultati eccellenti nel loro lavoro, ma questo non significa necessariamente che sappiano anche aiutare gli altri a migliorare le loro competenze.

Per migliorare  insieme è importante chiedere ai membri del proprio Team di esprimere la propria idea

Ciò che caratterizza l’attività di coaching è proprio il mantenere un atteggiamento curioso e non giudicante e invitare l’altra persona a esprimere liberamente i propri pensieri. E’ proprio quando si presenta un problema (o un’opportunità per migliorare le cose) che si crea il momento migliore per fare domande aperte ai propri dipendenti, per lasciare spazio alla loro creatività e scoprire come possono contribuire a raggiungere un risultato migliore.

 

SAPER FARE LE DOMANDE GIUSTE

Facciamo un esempio molto concreto: prendiamo ispirazione dagli allenatori che si trovano a bordo campo durante una partita importante: tifano per gli atleti quando segnano un gol e li esortano a far meglio quando il match evolve in modo negativo.

Facciamo lo stesso con i nostri dipendenti: diamo un feedback esattamente nel momento in cui stanno succedendo le cose, non aspettiamo rimandando a momenti distaccati dal contesto.

Se notiamo qualcosa di particolarmente valido provenire da un membro del team, come un’interazione positiva con il cliente o un successo di vendita, esprimiamo un’apprezzamento proprio in quel momento e in quel luogo.

Lo stesso vale per gli eventi negativi: non è necessario aspettare un momento formale che magari si verifica a settimane di distanza, quando ormai il fatto rappresenta un ricordo lontano e sfocato.

Saper far le domande giuste al momento giusto è fondamentale.

Quando si rileva un problema, è necessario informarsi su quale sia stata l’intenzione e l’idea che ha guidato il dipendente

Se un dipendente non presta sufficiente attenzione ai dettagli, è importante farglielo notare facendo esempi concreti di quanto e quando è accaduto un fatto. E’ imporante chiedere alla persona cosa pensa e spingerla  a riflettere su come rimediare alle situazioni non ottimali.

 

STABILIRE OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI

Famosi allenatori del mondo dell’atletica sono noti per aver tracciato una strategia che aiuta la loro squadra a vincere: una delle cose più importanti su cui un manager di successo dovrebbe concentrarsi è lo sviluppo della carriera dei loro impiegati.

Un buon Capo deve aiutare i collaboratori a definire obiettivi che siano sempre realistici e concretizzabili.

Ciò è importante sia comunicando in modo formale che informale: sia in occasione di momenti programmati che in occasione di incontri individuali o di Team. Chiediamo alle persone di parlare dei progetti che andranno a sviluppare nei prossimi mesi e chiediamo loro come intendono farlo.

La definizione degli obiettivi può avere un notevole impatto positivo sul livello di soddisfazione e serenità dei lavoratori: uno dei più grandi errori commessi da manager e dagli imprenditori è dimenticare che le persone non sono strumenti.

Le persone sono motivate ​​ad imparare quando i compiti aumentano il livello di autonomia professionale, quando si utilizzano i punti di forza naturali e si apre un percorso di sviluppo di carriera futuro.

In conclusione: un capo deve saper orientare i dipendenti verso i loro obiettivi e quelli dell’azienda.

Per usare una metafora, un buon Capo deve sapersi muovere in modo totalmente opposto a quello di un rimorchiatore: spingere verso l’obiettivo e non trainare le persone verso dove devono andare.

 

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